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NORMATIVA RIFERITA AL MANIFESTO DEGLI STUDI

Regio Decreto del 1930 recante normative dei corsi del vecchio Ordinamento per programmi ministeriali vedi Vecchio Ordinamento.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato.
Il Presidente della Repubblica promulga la seguente legge:
Art. 1 – (Finalità della legge)
1. La presente legge è finalizzata alla riforma delle Accademie di belle arti, dell’Accademia nazionale di danza, dell’Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche (ISIA), dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati.

Art. 2. – (Alta formazione e specializzazione artistica e musicale)
1. Le Accademie di belle arti, l’Accademia nazionale di arte drammatica e gli ISIA, nonché, con l’applicazione delle disposizioni di cui al comma 2, i Conservatori di musica, l’Accademia nazionale di danza e gli Istituti musicali pareggiati costituiscono, nell’ambito delle istituzioni di alta cultura cui l’articolo 33 della Costituzione riconosce il diritto di darsi ordinamenti autonomi, il sistema dell’alta formazione e specializzazione artistica e musicale. Le predette istituzioni sono disciplinate dalla presente legge, dalle norme in essa richiamate e dalle altre norme che vi fanno espresso riferimento.
2. I Conservatori di musica, l’Accademia nazionale di danza e gli Istituti musicali pareggiati sono trasformati in Istituti superiori di studi musicali e coreutici, ai sensi del presente articolo.
3. Il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica esercita, nei confronti delle istituzioni di cui all’articolo 1, poteri di programmazione, indirizzo e coordinamento sulla base di quanto previsto dal titolo I della legge 9 maggio 1989, n. 168, e nel rispetto dei principi di autonomia sanciti dalla presente legge.
4. Le istituzioni di cui all’articolo 1 sono sedi primarie di alta formazione, di specializzazione e di ricerca nel settore artistico e musicale e svolgono correlate attività di produzione. Sono dotate di personalità giuridica e godono di autonomia statutaria, didattica, scientifica, amministrativa, finanziaria e contabile ai sensi del presente articolo, anche in deroga alle norme dell’ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, ma comunque nel rispetto dei relativi principi.
5. Le istituzioni di cui all’articolo 1 istituiscono e attivano corsi di formazione ai quali si accede con il possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado, nonché corsi di perfezionamento e di specializzazione. Le predette istituzioni rilasciano specifici diplomi accademici di primo e secondo livello, nonché di perfezionamento, di specializzazione e di formazione alla ricerca in campo artistico e musicale. Ai titoli rilasciati dalle predette istituzioni si applica il comma 5 dell’articolo 9 della legge 19 novembre 1990, n. 341. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica, previo parere del Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale (CNAM), di cui all’articolo 3, sono dichiarate le equipollenze tra i titoli di studio rilasciati ai sensi della presente legge e i titoli di studio universitari al fine esclusivo dell’ammissione ai pubblici concorsi per l’accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego per le quali ne è prescritto il possesso.
6. Il rapporto di lavoro del personale delle istituzioni di cui all’articolo 1 è regolato contrattualmente ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni e integrazioni, nell’ambito di apposito comparto articolato in due distinte aree di contrattazione, rispettivamente per il personale docente e non docente. Limitatamente alla copertura dei posti in organico che si rendono disponibili si fa ricorso alle graduatorie nazionali previste dall’articolo 270, comma 1, del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come modificato dall’articolo 3, comma1, della legge 3 maggio 1999, n. 124, le quali, integrate in prima applicazione a norma del citato articolo 3, comma 2, sono trasformate in graduatorie ad esaurimento. Per le esigenze didattiche derivanti dalla presente legge cui non si possa far fronte nell’ambito delle dotazioni organiche, si provvede esclusivamente mediante l’attribuzione di incarichi di insegnamento di durata non superiore al quinquennio, rinnovabili. I predetti incarichi di insegnamento non sono comunque conferibili al personale in servizio di ruolo. Il personale docente e non docente, in servizio nelle istituzioni di cui all’articolo 1 alla data di entrata in vigore della presente legge con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, è inquadrato presso di esse in appositi ruoli ad esaurimento, mantenendo le funzioni e il trattamento complessivo in godimento. Salvo quanto stabilito nel secondo e nel terzo periodo del presente comma, nei predetti ruoli ad esaurimento è altresì inquadrato il personale inserito nelle graduatorie nazionali sopraindicate, anche se assunto dopo la data di entrata in vigore della presente legge.
7. Con uno o più regolamenti emanati ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica di concerto con il Ministro della pubblica istruzione, sentiti il CNAM e le competenti Commissioni parlamentari, le quali si esprimono dopo l’acquisizione degli altri pareri previsti per legge, sono disciplinati:
a) i requisiti di qualificazione didattica, scientifica e artistica delle istituzioni e dei docenti;
b) i requisiti di idoneità delle sedi;
c) le modalità di trasformazione di cui al comma 2;
d) i possibili accorpamenti e fusioni, nonché le modalità di convenzionamento con istituzioni scolastiche e universitarie e con altri soggetti pubblici e privati; e) le procedure di reclutamento del personale;
f) i criteri generali per l’adozione degli statuti di autonomia e per l’esercizio dell’autonomia regolamentare;
g) le procedure, i tempi e le modalità per la programmazione, il riequilibrio e lo sviluppo dell’offerta didattica nel settore;
h) i criteri generali per l’istituzione e l’attivazione dei corsi, ivi compresi quelli di cui all’articolo 4, comma 3, per gli ordinamenti didattici e per la programmazione degli accessi;
i) la valutazione dell’attività delle istituzioni di cui all’articolo 1.
8. I regolamenti di cui al comma 7 sono emanati sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) valorizzazione delle specificità culturali e tecniche dell’alta formazione artistica e musicale e delle istituzioni del settore, nonché definizione di standard qualitativi riconosciuti in ambito internazionale;
b) rapporto tra studenti e docenti, nonché dotazione di strutture e infrastrutture, adeguati alle specifiche attività formative;
c) programmazione dell’offerta formativa sulla base della valutazione degli sbocchi professionali e della considerazione del diverso ruolo della formazione del settore rispetto alla formazione tecnica superiore di cui all’articolo 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144, e a quella universitaria, prevedendo modalità e strumenti di raccordo tra i tre sistemi su base territoriale;
d) previsione, per le istituzioni di cui all’articolo 1, della facoltà di attivare, fino alla data di entrata in vigore di specifiche norme di riordino del settore, corsi di formazione musicale o coreutica di base, disciplinati in modo da consentirne la frequenza agli alunni iscritti alla scuola media e alla scuola secondaria superiore;
e) possibilità di prevedere, contestualmente alla riorganizzazione delle strutture e dei corsi esistenti e, comunque, senza maggiori oneri per il bilancio dello Stato, una graduale statizzazione, su richiesta, degli attuali Istituti musicali pareggiati e delle Accademie di belle arti legalmente riconosciute, nonché istituzione di nuovi musei e riordino di musei esistenti, di collezioni e biblioteche, ivi comprese quelle musicali, degli archivi sonori, nonché delle strutture necessarie alla ricerca e alle produzioni artistiche. Nell’ambito della graduale statizzazione si terrà conto, in particolare nei capoluoghi sprovvisti di istituzioni statali, dell’esistenza di Istituti non statali e di Istituti pareggiati o legalmente riconosciuti che abbiano fatto domanda, rispettivamente, per il pareggiamento o il legale riconoscimento, ovvero per la statizzazione, possedendone i requisiti alla data di entrata in vigore della presente legge;
f) definizione di un sistema di crediti didattici finalizzati al riconoscimento reciproco dei corsi e delle altre attività didattiche seguite dagli studenti, nonché al riconoscimento parziale o totale degli studi effettuati qualora lo studente intenda proseguirli nel sistema universitario o della formazione tecnica superiore di cui all’articolo 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144;
g) facoltà di convenzionamento, nei limiti delle risorse attribuite a ciascuna istituzione, con istituzioni scolastiche per realizzare percorsi integrati di istruzione e di formazione musicale o coreutica anche ai fini del conseguimento del diploma di istruzione secondaria superiore o del proseguimento negli studi di livello superiore;
h) facoltà di convenzionamento, nei limiti delle risorse attribuite a ciascuna istituzione, con istituzioni universitarie per lo svolgimento di attività formative finalizzate al rilascio di titoli universitari da parte degli atenei e di diplomi accademici da parte delle istituzioni di cui all’articolo 1;
i) facoltà di costituire, sulla base della contiguità territoriale, nonché della complementarietà e integrazione dell’offerta formativa, Politecnici delle arti, nei quali possono confluire le istituzioni di cui all’articolo 1 nonché strutture delle università. Ai Politecnici delle arti si applicano le disposizioni del presente articolo;
l) verifica periodica, anche mediante l’attività dell’Osservatorio per la valutazione del sistema universitario, del mantenimento da parte di ogni istituzione degli standard e dei requisiti prescritti; in caso di non mantenimento da parte di istituzioni statali, con decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica le stesse sono trasformate in sedi distaccate di altre istituzioni e, in caso di gravi carenze strutturali e formative, soppresse; in caso di non mantenimento da parte di istituzioni pareggiate o legalmente riconosciute, il pareggiamento o il riconoscimento è revocato con decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica.
9. Con effetto dalla data di entrata in vigore delle norme regolamentari di cui al comma 7 sono abrogate le disposizioni vigenti incompatibili con esse e con la presente legge, la cui ricognizione è affidata ai regolamenti stessi.

Art. 3. – (Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale)
1. È costituito, presso il Ministero dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, il Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale (CNAM), il quale esprime pareri e formula proposte:
a) sugli schemi di regolamento di cui al comma 7 dell’articolo 2, nonché sugli schemi di decreto di cui al comma 5 dello stesso articolo;
b) sui regolamenti didattici degli istituti;
c) sul reclutamento del personale docente;
d) sulla programmazione dell’offerta formativa nei settori artistico, musicale e coreutico.
2. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, espresso dopo l’acquisizione degli altri pareri previsti per legge, sono disciplinati: a) la composizione del CNAM, prevedendo che:
1) almeno i tre quarti dei componenti siano eletti in rappresentanza del personale docente, tecnico e amministrativo, nonché degli studenti delle istituzioni di cui all’articolo 1;
2) dei restanti componenti, una parte sia nominata dal Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica e una parte sia nominata dal Consiglio universitario nazionale (CUN);
b) le modalità di nomina e di elezione dei componenti del CNAM;
c) il funzionamento del CNAM;
d) l’elezione da parte del CNAM di rappresentanti in seno al CUN, la cui composizione numerica resta conseguentemente modificata.
3. In sede di prima applicazione della presente legge e fino alla prima elezione del CNAM, le relative competenze sono esercitate da un organismo composto da:
a) quattro membri in rappresentanza delle Accademie e degli ISIA;
b) quattro membri in rappresentanza dei Conservatori e degli Istituti musicali pareggiati;
c) quattro membri designati in parti eguali dal Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica e dal CUN;
d) quattro studenti delle istituzioni di cui all’articolo 1;
e) un direttore amministrativo.
4. Le elezioni dei rappresentanti e degli studenti di cui al comma 3 si svolgono, con modalità stabilite con decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, presso il Ministero dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, sulla base di liste separate, presentate almeno un mese prima della data stabilita per le votazioni.
5. Per il funzionamento del CNAM e dell’organismo di cui al comma 3 è autorizzata la spesa annua di lire 200 milioni.

Art. 4. – (Validità dei diplomi)
1. I diplomi conseguiti presso le istituzioni di cui all’articolo 1 anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge mantengono la loro validità ai fini dell’accesso all’insegnamento e ai corsi di specializzazione. 2. I diplomi conseguiti al termine di corsi di didattica, compresi quelli rilasciati prima della data di entrata in vigore della presente legge, danno titolo di accesso alle scuole di specializzazione di cui all’articolo 4, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341. Tali diplomi, ove rilasciati prima dell’attivazione delle predette scuole, sono considerati validi per l’accesso all’insegnamento, purché il titolare sia in possesso del diploma di scuola media superiore e del diploma di conservatorio e di accademia. 3. Per i diplomati presso le istituzioni di cui all’articolo 1, che ne facciano richiesta entro il termine di tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, purché in possesso di diploma di scuola secondaria di secondo grado, sono istituiti appositi corsi integrativi della durata minima di un anno, al fine del conseguimento dei diplomi accademici, secondo modalità e criteri stabiliti con i regolamenti di cui all’articolo 2, comma 7, lettera h).

Art. 5. – (Edilizia)
1. Alle istituzioni di cui all’articolo 1 si applica la normativa vigente in materia di edilizia universitaria.

Art. 6. – (Diritto allo studio)
1. Agli studenti delle istituzioni di cui all’articolo 1 si applicano le disposizioni di cui alla legge 2 dicembre 1991, n. 390, e successive modificazioni.

Art. 7. – (Norma transitoria e finale)
1. I regolamenti didattici delle istituzioni di cui all’articolo 1 disciplinano le modalità per il passaggio degli studenti ai nuovi ordinamenti didattici, ferma restando la possibilità per gli stessi di completare i corsi iniziati.

Art. 8. – (Disposizioni per la regione Valle d’Aosta e per le province autonome di Trento e di Bolzano)
1. Nella regione Valle d’Aosta e nelle province autonome di Trento e di Bolzano, il perseguimento delle finalità della presente legge è realizzato nel rispetto degli statuti di autonomia e delle relative norme di attuazione.

Art. 9. – (Norme finanziarie)
1. Con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, di concerto con i Ministri della pubblica istruzione e dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, si provvede a ripartire gli attuali stanziamenti iscritti all’unità previsionale di base 11.1.1.2 (Istruzione artistica – Strutture scolastiche) dello stato di previsione del Ministero della pubblica istruzione, per la loro assegnazione al predetto stato di previsione e a quello del Ministero dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, in relazione alle esigenze di funzionamento, rispettivamente, degli istituti di istruzione artistica che permangono nella competenza del Ministero della pubblica istruzione e delle istituzioni riordinate o costituite a norma della presente legge.
2. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge, comprensivo dei costi per la realizzazione dei corsi di cui all’articolo 2, commi 5 e 8, lettera d), nonché all’articolo 4, comma 3, valutato in lire 11 miliardi a decorrere dall’anno 1999, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1999-2001, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente “Fondo speciale” dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l’anno 1999, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della pubblica istruzione.
3. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addì 21 dicembre 1999
CIAMPI
D’ ALEMA, Presidente del Consiglio dei Ministri
Lavori preparatori
Approvato dalla VII Commissione della Camera , in sede legislativa, il 5.11.’97 (AC 688 e abb.), modificato dalla VII Commissione del Senato , in sede deliberante, il 14.7.1999 (AS 2881 e abb.), nuovamente modificato dalla VII Commissione Camera, in sede legislativa, il 10.11.99 e approvato definitivamente dalla VII Commissione Senato, in sede deliberante il 2.12.99.
Legge che disciplina la valenza dei titoli rilasciati dalle Accademie e Conservatori, prendere visione dell’Art. 6 in particolare.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 508, di riforma delle Accademie di belle arti, dell’Accademia nazionale di danza, dell’Accademia nazionale d’arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati;
Visto, in particolare l’articolo 2, comma 7, della citata legge n. 508 del 1999, il quale demanda ad uno o piu’ regolamenti, da emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, la disciplina dell’organizzazione amministrativa e didattica delle istituzioni di cui trattasi;
Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Considerata la preliminare esigenza di determinare i criteri generali per consentire alle predette istituzioni di esercitare l’autonomia statutaria e regolamentare, ai sensi del citato articolo 2, comma 7, lettera f), della legge n. 508 del 1999;
Acquisiti i pareri dell’organismo consultivo provvisorio di cui all’articolo 3, comma 3, della legge n. 508 del 1999, resi nelle adunanze del 7 novembre 2001, dell’8 febbraio 2002 e dell’8 aprile 2002;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 28 marzo 2002;
Uditi i pareri del Consiglio di Stato, espressi dalla sezione consultiva degli atti normativi nelle adunanze del 7 maggio 2001 e del 6 maggio 2002;
Acquisiti i pareri delle Commissioni parlamentari resi nelle sedute del 2 e del 3 agosto 2001, dell’11 giugno 2002 e del 3 luglio 2002;
Considerato che i pareri predetti sono tra loro discordanti;
Ritenuto di conformarsi alle indicazioni del Consiglio di Stato, conservando al vertice delle istituzioni di alta formazione l’assetto binario previsto dalla legge;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 14 febbraio 2003;
Sulla proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
Emana il seguente regolamento:

Capo I – Principi e disposizioni generali

Art. 1. – Finalita’ e definizioni

1. Il presente regolamento determina i criteri generali per l’adozione degli statuti di autonomia, nonche’ per l’esercizio dell’autonomia regolamentare, da parte delle Accademie di belle arti, dell’Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche, nonche’ da parte dei Conservatori di musica, degli Istituti musicali pareggiati e dell’Accademia nazionale di danza.
2. Il presente regolamento non si applica alle accademie legalmente riconosciute.
3. Ai fini del presente regolamento si intendono:
a) per «Ministro» e per «Ministero», rispettivamente, il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca;
b) per «istituzioni», le Accademie di belle arti, l’Accademia nazionale di arte drammatica, gli Istituti superiori per le industrie artistiche, nonche’ i conservatori di musica, l’Accademia nazionale di danza e gli Istituti musicali pareggiati;
c) per «organi di gestione», i consigli di amministrazione delle Istituzioni;
d) per «CNAM», il Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale;
e) per «legge», la legge 21 dicembre 1999, n. 508.

Art. 2. – Autonomia statutaria
1. Le istituzioni di cui all’articolo 1, attraverso i propri statuti di autonomia e nel rispetto delle disposizioni del presente regolamento, disciplinano:
a) l’istituzione, l’organizzazione, il funzionamento delle strutture amministrative, didattiche, di ricerca e di servizio e dei relativi organi, in correlazione alle specifiche attivita’ formative e scientifiche, nonche’ alla conservazione, all’incremento ed alla utilizzazione del proprio patrimonio artistico, librario, audiovisivo e musicale;
b) lo svolgimento dell’attivita’ didattica e di ricerca, nonche’ della correlata attivita’ di produzione;
c) modalita’ e criteri di valutazione dei risultati didattici e scientifici, nonche’ dell’attivita’ complessiva dell’istituzione;
d) la realizzazione degli interventi di propria competenza per il diritto allo studio, in conformita’ all’articolo 6 della legge;
e) modalita’ e procedure per le intese programmatiche, e le convenzioni finalizzate ad incentivare sinergie con altri enti ed organismi pubblici e privati, anche stranieri;
f) la rappresentanza degli studenti negli organi di governo;
g) l’organo competente per i procedimenti disciplinari in conformita’ alla normativa vigente;
h) per l’Accademia nazionale di arte drammatica, la possibilita’ di una sua articolazione sul territorio, in conformita’ al regolamento di cui all’articolo 2, comma 7, lettera g), della legge, anche mediante la stipula di apposite convenzioni con enti pubblici e privati, nonche’ di opportune intese con gli istituti di istruzione secondaria;
i) per l’Accademia nazionale di danza, la possibilita’ di una sua articolazione sul territorio, in conformita’ al regolamento di cui all’articolo 2, comma 7, lettera g), della legge, anche mediante la stipula di apposite convenzioni con enti pubblici e privati, nonche’ le forme di intesa e di collegamento con gli istituti di istruzione primaria e secondaria, anche attraverso apposite convenzioni finalizzate a realizzare lo sviluppo integrato del processo formativo.

Art. 3. – Autonomia regolamentare
1. Le istituzioni dettano, con propri regolamenti, in conformita’ alla vigente normativa e allo statuto, disposizioni di carattere organizzativo e funzionale, ed in particolare:
a) il regolamento didattico disciplina l’ordinamento dei corsi di formazione, i relativi obiettivi e l’articolazione di tutte le attivita’ formative, in conformita’ ai criteri generali fissati dal regolamento di cui all’articolo 2, comma 7, lettera h), della legge;
b) i regolamenti di amministrazione, finanza e contabilita’ disciplinano le modalita’ di esercizio dell’autonomia amministrativa, finanziaria e contabile, in conformita’ all’articolo 2, comma 4, della legge.

Capo II – Organizzazione
Art. 4. – Organi


1. Sono organi necessari delle istituzioni:
a) il presidente;
b) il direttore;
c) il consiglio di amministrazione;
d) il consiglio accademico;
e) il collegio del revisori;
f) il nucleo di valutazione;
g) il collegio dei professori;
h) la consulta degli studenti.
2. Gli organi di cui al comma 1, fatta eccezione per il collegio dei professori, durano in carica tre anni e possono essere confermati consecutivamente una sola volta.
3. Con decreto del Ministro, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabiliti i limiti dei compensi spettanti ai componenti degli organi di cui al comma 1.

Art. 5. – Presidente
1. Il presidente e’ rappresentante legale dell’istituzione, salvo quanto previsto dall’articolo 6, comma 1. Convoca e presiede il consiglio di amministrazione e fissa l’ordine del giorno.
2. Il presidente e’ nominato dal Ministro sulla base di una designazione effettuata dal consiglio accademico entro una terna di soggetti di alta qualificazione manageriale e professionale proposta dallo stesso Ministro. 3. Il consiglio accademico effettua la designazione di cui al comma 2 entro il termine di trenta giorni, decorso il quale il Ministro procede direttamente alla nomina prescindendo dalla designazione.

Art. 6. – Direttore
1. Il direttore e’ responsabile dell’andamento didattico, scientifico ed artistico dell’istituzione e ne ha la rappresentanza legale in ordine alle collaborazioni e alle attivita’ per conto terzi che riguardano la didattica, la ricerca, le sperimentazioni e la produzione. Convoca e presiede il consiglio accademico.
2. Il direttore e’ eletto dai docenti dell’istituzione, nonche’ dagli assistenti, dagli accompagnatori al pianoforte e dai pianisti accompagnatori, tra i docenti, anche di altre istituzioni, in possesso di particolari requisiti di comprovata professionalita’ stabiliti con il regolamento di cui all’articolo 2, comma 7, lettera a), della legge. In sede di prima applicazione e fino all’adozione del predetto regolamento, i requisiti sono stabiliti dallo statuto,con riferimento all’esperienza professionale e di direzione, acquisite anche in ambiti multidisciplinari ed internazionali.
3. Nell’ipotesi di conferimento dell’incarico di direttore ai sensi degli articoli 212, comma 3, 220, comma 5, 228, comma 7 e 241, comma 5, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, il Ministro, acquisisce preventivamente il parere del consiglio accademico.
4. Il direttore e’ titolare dell’azione disciplinare nei confronti del personale docente e degli studenti.
5. Il direttore, qualora lo richieda, e’ esonerato dagli obblighi didattici.
6. Al direttore e’ attribuita un’indennita’ di direzione a carico del bilancio dell’istituzione.
7. Le disposizioni di cui al comma 2 si applicano anche agli attuali docenti incaricati della direzione di istituzioni diverse da quelle in cui abbiano la sede di titolarita’ e che optino per l’elezione nella sede di servizio.

Art. 7. – Consiglio di amministrazione
1. Il consiglio di amministrazione e’ composto da cinque componenti, fatto salvo quanto previsto al comma 3.
2. Fanno parte del consiglio di amministrazione:
a) il presidente;
b) il direttore;
c) un docente dell’istituzione, oltre al direttore, designato dal consiglio accademico;
d) uno studente designato dalla consulta degli studenti;
e) un esperto di amministrazione, nominato dal Ministro, scelto fra personalita’ del mondo dell’arte e della cultura, del sistema produttivo e sociale, delle professioni e degli enti pubblici e privati.
3. Il consiglio di amministrazione e’ integrato di ulteriori componenti, fino ad in massimo di due, nominati dal Ministro su designazione di enti, anche territoriali, fondazioni o organizzazioni culturali, artistiche o scientifiche pubbliche o private, qualora i predetti soggetti contribuiscano al finanziamento o al funzionamento dell’istituzione, per una quota non inferiore a quella stabilita con decreto del Ministro.
4. I consiglieri di cui al comma 2, lettera e), e al comma 3, nominati successivamente alla costituzione del consiglio, rimangono in carica fino alla scadenza dell’intero organo.
5. Al consiglio di amministrazione partecipa il direttore amministrativo con voto consultivo.
6. Il consiglio di amministrazione, in attuazione delle linee di intervento e sviluppo della didattica, della ricerca e della produzione definite dal consiglio accademico, stabilisce gli obiettivi ed i programmi della gestione amministrativa e promuove le iniziative volte a potenziare le dotazioni finanziarie dell’istituzione. In particolare:
a) delibera, sentito il consiglio accademico, lo statuto ed i regolamenti di gestione ed organizzazione;
b) definisce, in attuazione del piano di indirizzo di cui all’articolo 8, comma 3, lettera a), la programmazione della gestione economica dell’istituzione;
c) approva il bilancio di previsione, le relative variazioni, e il rendiconto consuntivo;
d) definisce, nei limiti della disponibilita’ di bilancio, e su proposta del consiglio accademico, l’organico del personale docente per le attivita’ didattiche e di ricerca, nonche’ del personale non docente;
e) vigila sulla conservazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare e mobiliare dell’istituzione, tenuto conto delle esigenze didattiche, scientifiche e di ricerca derivanti dal piano di indirizzo determinato dal consiglio accademico.
7. La definizione dell’organico del personale di cui al comma 6, lettera d), e’ approvata dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la funzione pubblica.
8. Nelle deliberazioni del consiglio di amministrazione, in caso di parita’ di voti, prevale il voto espresso dal presidente.

Art. 8. – Consiglio accademico
1. Il consiglio accademico e’ composto da un numero dispari di componenti, fino ad un massimo di tredici, in rapporto alle dimensioni organizzative e finanziarie dell’ente.
2. Fanno parte del consiglio accademico, oltre al direttore che lo presiede: a) docenti dell’istituzione, in possesso di requisiti di comprovata professionalita’ stabiliti dallo statuto, eletti dal corpo docente;
b) due studenti designati dalla consulta degli studenti.
3. Il consiglio accademico:
a) determina il piano di indirizzo e la programmazione delle attivita’ didattiche, scientifiche, artistiche e di ricerca, tenuto conto delle disponibilita’ di bilancio relative all’esercizio finanziario di riferimento;
b) assicura il monitoraggio ed il controllo delle attivita’ di cui alla lettera a); c) definisce le linee di intervento e di sviluppo della didattica, della ricerca e della produzione;
d) delibera, in conformita’ ai criteri generali fissati dal regolamento di cui all’articolo 2, comma 7, lettera h) della legge, il regolamento didattico ed il regolamento degli studenti, sentito la consulta degli studenti;
e) esercita le competenze relative al reclutamento dei docenti previste dal regolamento di cui all’articolo 2, comma 7, lettera e), della legge;
f) esercita ogni altra funzione non espressamente demandata dal presente regolamento al consiglio di amministrazione.

Art. 9. – Collegio dei revisori
1. Il collegio dei revisori, costituito con provvedimento del presidente, e’ composto da tre membri, di cui uno designato dal Ministro dell’economia e delle finanze, che lo presiede, e due designati dal Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca; i componenti devono essere in possesso dei requisiti di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88; il collegio dei revisori vigila sulla legittimita’, regolarita’ e correttezza dell’azione amministrativa; espleta i controlli di regolarita’ amministrativa e contabile di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 30 luglio1999, n. 286; ad esso si applicano le disposizioni del codice civile in quanto compatibili.

Art. 10. – Nucleo di valutazione
1. Il nucleo di valutazione, costituito con delibera del consiglio di amministrazione, sentito il consiglio accademico, e’ formato da tre componenti aventi competenze differenziate, di cui due scelti fra esperti esterni, anche stranieri, di comprovata qualificazione nel campo della valutazione.
2. Il nucleo di valutazione verifica la rispondenza dei risultati agli obiettivi. In particolare:
a) ha compiti di valutazione dei risultati dell’attivita’ didattica e scientifica e del funzionamento complessivo dell’istituzione, verificando, anche mediante analisi comparative dei costi e dei rendimenti, l’utilizzo ottimale delle risorse;
b) redige una relazione annuale sulle attivita’ e sul funzionamento dell’istituzione sulla base di criteri generali determinati dal Comitato per la valutazione del sistema universitario, sentito il CNAM; la relazione e’ trasmessa al Ministero entro il 31 marzo di ogni anno e costituisce il quadro di riferimento per l’assegnazione da parte del Ministero di contributi finanziari; c) acquisisce periodicamente, mantenendone l’anonimato, le opinioni degli studenti sulle attivita’ didattiche, dandone conto nella relazione annuale di cui alla lettera b).
3. Le istituzioni assicurano ai nuclei di valutazione l’autonomia operativa, il diritto di accesso ai dati ed alle informazioni necessarie, nonche’ la pubblicita’ e la diffusione degli atti nel rispetto della normativa a tutela della riservatezza.

Art. 11. – Collegio dei professori
1. Il collegio dei professori e’ composto dal direttore, che lo presiede, da tutti i docenti in servizio presso l’istituzione, nonche’ dagli assistenti, dai pianisti accompagnatori e dagli accompagnatori al pianoforte. Esso svolge funzioni di supporto alle attivita’ del consiglio accademico, secondo modalita’ definite dallo statuto dell’istituzione.

Art. 12. – La Consulta degli studenti
1. La consulta degli studenti e’ composta da studenti eletti in numero di tre per gli istituti fino a cinquecento studenti, di cinque per gli istituti fino a mille, di sette per gli istituti fino a millecinquecento, di nove per gli istituti fino a duemila, di undici per gli istituti con oltre duemila studenti. Fanno parte inoltre della consulta gli studenti eletti nel consiglio accademico; oltre ad esprimere i pareri previsti dallo statuto e dai regolamenti, la consulta puo’ indirizzare richieste e formulare proposte al consiglio accademico ed al consiglio di amministrazione con particolareriferimento all’organizzazione didattica e dei servizi per gli studenti.
2. Il consiglio di amministrazione assicura i mezzi necessari allo svolgimento delle funzioni della consulta.
3. In sede di prima applicazione e, ove necessario, per le finalita’ di cui all’articolo 14, comma 2, lettere a), b) e c) il direttore provvede, con proprio decreto, alla costituzione, ai sensi del comma 1, di una rappresentanza degli studenti.

Art. 13. – Uffici e organizzazione amministrativa
1. Con apposito regolamento e’ disciplinata l’organizzazione degli uffici cui e’ attribuita la gestione amministrativa e contabile dell’istituzione.
2. Alle strutture amministrative di cui al comma 1 e’ preposto in direttore amministrativo, responsabile della gestione amministrativa, organizzativa, finanziaria, patrimoniale e contabile dell’istituzione.
3. L’incarico di direttore amministrativo e’ attribuito, con delibera del Consiglio di amministrazione, su proposta del Direttore, ad un dipendente dell’istituzione, ovvero di altre pubbliche amministrazioni in posizione di comando, in possesso di laurea e gia’ appartenente all’area direttiva.
4. L’incarico di cui al comma 3 puo’ essere altresi’ attribuito, avuto riguardo alle dimensioni organizzative e finanziarie dell’ente, a personale dirigenziale secondo quanto previsto dall’articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

Capo III – Procedure e norme finali
Art. 14. – Statuto e regolamenti


1. Per l’elaborazione dello statuto, del regolamento didattico e del regolamento di amministrazione, finanza e contabilita’, le istituzioni possono costituire, con deliberazione degli attuali organi di gestione, sentito il collegio dei professori e la rappresentanza degli studenti appositi organismi composti da membri appartenenti alla stessa istituzione e da esperti esterni.
2. In sede di prima applicazione:
a) lo statuto e’ deliberato dagli attuali organi di gestione, integrati con due rappresentanti degli studenti, sentito il collegio dei professori;
b) il regolamento didattico e’ deliberato dal collegio dei professori, integrato con due rappresentanti degli studenti, sentito l’organo di gestione;
c) il regolamento di amministrazione, finanza e contabilita’ e’ deliberato dall’organo di gestione, integrato con due rappresentanti degli studenti, secondo uno schema tipo elaborato dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze.
3. Lo statuto ed il regolamento di amministrazione, finanza e contabilita’, nonche’ il regolamento di cui all’articolo 13, comma 1, sono deliberati e trasmessi, entro novanta giorni dalla data di pubblicazione del presente regolamento, al Ministero per l’approvazione nei successivi sessanta giorni, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica. Il regolamento didattico e’ trasmesso, entro novanta giorni dalla data di pubblicazione del regolamento di cui all’articolo 2, comma 7, lettera h), della legge, al Ministero che, acquisito il parere del CNAM, esercita il controllo.
4. I regolamenti interni sono adottati con decreto del presidente, previa delibera degli organi competenti e sentito il consiglio accademico.
5. Le spese di costituzione e funzionamento degli organismi di cui al comma 1 sono a carico del bilancio dell’istituzione.

Art. 15. – Disposizioni per la regione Valle d’Aosta e per le province autonome di Trento e di Bolzano
1. Le disposizioni del presente regolamento si applicano alla regione Valle d’Aosta e alle province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto degli statuti di autonomia e delle relative norme di attuazione.

Art. 16. – Norme transitorie
1. I direttori dell’Accademia di arte drammatica e dell’Accademia di danza in carica alla data di entrata in vigore del presente regolamento, mantengono le funzioni fino alla cessazione del rapporto per effetto del verificarsi di cause previste dalla normativa vigente.

Art. 17. – Abrogazione di norme
1. Alla data di entrata in vigore del presente regolamento sono abrogate le disposizioni incompatibili ed in particolare le seguenti norme: articolo 212, comma 1, comma 2, comma 4 e comma 5, articoli 213, 216, 220, comma 1, comma 2, comma 3, comma 4, e comma 6, articoli 221, 222, 228, comma 1, comma 2, comma 3, comma 4, comma 5 e comma 6, articoli 229, 230, 231, 241, comma 1, comma 2, comma 3, comma 4, e comma 6, articoli 242, 243, 254, 255, 256, 257, 367, comma 1 e comma 2, articoli 368, 369, 370, 371 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addi’ 28 febbraio 2003
CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
Moratti, Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca
Visto, il Guardasigilli: Castelli Registrato alla Corte dei conti il 26 maggio 2003.
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 3, foglio n. 281
Regolamento recante le modalità di nomina del C.N.A.M.
Regolamento recante disciplina per la definizione degli ordinamenti didattici delle istituzioni di alta formazione artisica, musicale e coreutica a norma dell’art. 2 della legge 21 dicembre 1999, n. 508.
Regolamento recante modalità di nomina dei presidenti delle Istituzioni artistiche e musicali.
Decreto concernente i Settori artistico disciplinari dei Conservatori di Musica.
Decreto Ministeriale n° 124 del 30/9/2009 Ordinamenti Didattici dei corsi del DIploma Accademico di I Livello.
Modalità organizzative per consentire agli studenti la contemporanea iscrizione a corsi di studio presso le Università e presso gli Istituti Superiori di Studi Musicali e Coreutici.